Dieci ori, 9 argenti e 5 bronzi La Canottieri Arno fa il pieno

Dieci ori, 9 argenti e 5 bronzi. È questo lo straordinario bottino conquistato dai giovanissimi vogatori della Canottieri Arno alla manifestazione giovanile più importante della stagione remiera ovvero il Festival dei Giovani Gian Antonio Romanini. Quest’anno la manifestazione si è svolta a Milano sulle tranquille acque dell’Idroscalo ed ha registrato il record assoluto di partecipanti e di gare svolte. In tre giorni di gare, dal 5 al 7 luglio 2019, si sono disputate 460 regate e hanno gareggiato ben 1.928 atleti.
La crescita continua del numero dei partecipanti a questo evento è un chiaro sintomo dell’ottimo stato di salute di cui gode il canottaggio a livello nazionale e che, unito agli ottimi risultati delle squadre azzurre, lascia presagire un futuro sempre più roseo per questo sport. Futuro che vedrà protagonisti proprio questi ragazzi che in questi giorni a Milano hanno avuto la possibilità non solo di partecipare ad una gara sportiva di grande prestigio, ma anche la fortuna di vivere un’esperienza unica nel proprio genere, vivendo per quattro giorni fianco a fianco con altri 1.900 ragazzi e ragazze, conoscendosi e interagendo, scambiandosi pareri e consigli, facendo proprie le esperienze altrui, una grande opportunità di crescita, un modo simpatico per avere nuovi amici provenienti da tutta la penisola. Perché se è vero che in barca si è avversari e altrettanto vero che fuori dalla barca possiamo essere amici. Divisi dalla voglia di vincere durante i minuti della regata, ma uniti dalla passione per il canottaggio per il resto del tempo. Sarà anacronistico per alcuni, ma è questo lo spirito che anima gli appassionati di canottaggio ed è questo che i tecnici della Canottieri Arno trasmettono ai propri allievi.
Simona Grammatico e Yuri Dalla Valle, gli allenatori della squadra giovanile, non solo preparano tecnicamente e fisiologicamente i bambini, ma li conducono per mano nel mondo dello sport dei remi, trasmettendo loro quella filosofia intrinseca nel canottaggio sconosciuta ormai alla maggior parte degli altri sport. E allora le medaglie diventano solo una conseguenza e non un fine, la conseguenza di un lavoro mirato non a primeggiare ma a crescere. Crescere non singolarmente, ma come gruppo, come squadra. E in questo Simona e Yuri sono dei maestri, bastava essere all’Idroscalo per rendersene conto; ognuno dei ventidue atleti schierati ha contribuito con il proprio massimo al successo dell’intera squadra. Ognuno dei magnifici 22 ha lottato, per le proprie possibilità, come un leone per guadagnare anche un solo piccolo punto da portare alla causa della Canottieri Arno. Ed è proprio grazie a questo atteggiamento mai domo di ognuno dei ragazzini pisani che la Arno ha centrato uno straordinario quindicesimo posto nella classifica generale lasciandosi alle spalle società più quotate e con un maggior numero di atleti.
Anzi, se non fosse stato per un paio di episodi sfortunati, la gloriosa società pisana sarebbe riuscita ad entrare tra le prime dieci. Ma non è il tempo per il rammarico, è il tempo della felicità per questo inaspettato successo di squadra che vede la Arno non solo come prima società toscana, ma che viene vista come esempio di efficienza nonostante tutte le problematiche che un circolo di una provincia può incontrare.