La politica continua a parlare della piscina. Ecco le parole del nostro Presidente.

Nei giorni scorsi sui social, si è aperta una discussione, nata da confronti in seno al Consiglio Comunale in cui siamo stati direttamente chiamati in causa.

Riferendosi alla politica dell’Assessore Latrofa sulla gestione della Piscina Comunale, qualcuno ha asserito che la stessa abbia tolto dei “privilegi”, evidentemente ritenendo che la ventennale gestione dell’impianto da parte della Canottieri Arno sia stato frutto di favoritismi politici, finalmente interrotti.

Ebbene, riteniamo che questo pensiero offenda non solo la Canottieri Arno, ma anche l’Assessore Latrofa.

Offende la Canottieri Arno, perché il fatto che le precedenti Amministrazioni non abbiano bandito nuove gare per la gestione dell’impianto natatorio comunale, reiterando di anno in anno un affidamento provvisorio spesso deliberato all’ultimo momento, ha costituito tutto, fuorché un privilegio.

Non sapere se e quando sarebbe stata bandita una gara, ha significato essere ogni anno incerti di quale sarebbe stato il futuro della struttura e, di conseguenza, del futuro delle squadre agonistiche che in quella struttura si allenavano, del futuro dei dipendenti che quella struttura facevano funzionare, del futuro dei corsi e delle attività sportive organizzate dall’associazione.

Ha significato, per anni, non essere in grado di comunicare all’utenza e alle famiglie dei nostri atleti nuotatori e pallanuotisti, alla fine di ogni stagione sportiva e agonistica, se e quando sarebbero ripresi i corsi e gli allenamenti nella successiva stagione, quali sarebbero stati gli orari, quali sarebbero stati gli istruttori.

Ha significato non poter fare programmazioni a lungo termine, non potersi impegnare con sponsor, non poter proporre progetti per ottenere finanziamenti o partecipare a bandi per contributi, non potersi impegnare con tecnici e istruttori sportivi e dover, anzi, ogni anno improvvisare la riapertura dell’impianto che, all’ultimo tuffo, l’Amministrazione Comunale ci chiedeva rimettere in funzione per non privare la cittadinanza della piscina.

Ciò ha anche, ovviamente, significato non poter programmare investimenti sulla struttura, che di anno in anno si è deteriorata, divenendo sempre più obsoleta e costosa in termini energetici e manutentivi.

Conseguenza di tutto questo è stata un’inesorabile perdita di utenza, che ha reso quasi diseconomica la gestione della piscina, portata avanti dalla Canottieri Arno, che non ha alcuno scopo di lucro, solo per senso del dovere verso la cittadinanza, verso i propri atleti e i verso propri dipendenti.

Dall’inerzia del Comune nel bandire la gara per la gestione della piscina, reiterata per anni, la Canottieri Arno non ha avuto dunque alcun vantaggio o privilegio, ma solo danni.

Ci consola almeno la consapevolezza di aver garantito, fino all’ultimo, un servizio di qualità ai cittadini e lo svolgimento delle attività sportive ed agonistiche.

Ma il pensiero a cui ci riferivamo, come ho detto, è offensivo anche nei confronti dell’Assessore Latrofa.

Sostenere che la sua politica abbia tolto il “privilegio” goduto dalla Canottieri Arno sulla piscina, significa, innanzitutto, ritenere che l’Assessore non fosse abbastanza intelligente per capire che, come ho spiegato, l’associazione non ha mai goduto di alcun privilegio, ma è solo stata danneggiata dall’inerzia delle precedenti amministrazioni, e, in secondo luogo, che la sua politica sia stata deliberatamente orientata a far cessare la gestione della piscina da parte della Canottieri Arno.

Vale a dire sostenere esattamente il pensiero di “killerismo” nei confronti della Canottieri Arno, criticato in questo post.

Dobbiamo ricordare che nel 2019 l’attuale Amministrazione ha bandito una regolare gara per la gestione di un anno della piscina (prorogabile di pari periodo), gara che la Canottieri Arno, per i motivi di cui sopra, aveva addirittura sollecitato e che ha regolarmente vinto, non certo grazie a favoritismi politici, ma presentando la miglior offerta in termini organizzativi e di investimento.

Peccato che, dopo aver speso oltre 50.000 euro in interventi di manutenzione straordinaria, l’Associazione sportiva sia stata poi costretta a chiudere la struttura dopo solo 6 mesi di attività dalla nuova assegnazione.

Peccato che, benché tale chiusura abbia comportato perdite enormi alla Canottieri Arno e benché la legislazione emergenziale consentisse al Comune di concederle un’ulteriore proroga fino a tre anni per consentirle di recuperare e ammortizzare gli investimenti persi, l’Amministrazione pisana non abbia voluto riconoscere tale misura di sostegno (che non avrebbe determinato alcun costo per la collettività) , né abbia rideterminato le condizioni economiche della concessione, ma abbia proposto alla Canottieri Arno un contributo di 10.000 euro una tantum.

Peccato che l’erogazione di tale contributo, capace di coprire a malapena l’importo di una bolletta del gas della piscina, sia stato condizionato all’immediata riapertura dell’impianto agli agonisti (unici a poter svolgere attività sportiva natatoria in quel periodo), nella consapevolezza del Comune che tale riapertura, in assenza di altri sostegni, avrebbe comportato per l’Associazione una perdita mensile di oltre 5.000 euro.

Peccato che la Canottieri Arno sia stata quindi costretta a recedere anticipatamente dalla convenzione di gestione e che il Comune abbia prontamente bandito una nuova gara (aumentando stavolta la gestione a 2 anni, rinnovabili e stanziando subito circa 50.000 euro per interventi sulla struttura), ben sapendo che a fronte delle enormi perdite subite a causa della precedente chiusura, la Canottieri Arno non avrebbe potuto neppure pensare di partecipare a quel bando, non essendo ovviamente in grado di formulare alcuna proposta di investimento.

Peccato che il Comune non abbia ad oggi rimborsato gli importi investiti dalla Canottieri Arno per gli interventi di straordinaria manutenzione effettuati sulla base del bando che aveva vinto, come espressamente previsto dal Decreto Rilancio.

Peccato che a tutt’oggi, la canottieri Arno non sia stata messa in grado di conoscere quali e quanti spazi-acqua il nuovo gestore della piscina le concederà per far allenare i propri atleti nuotatori e pallanuotisti nella prossima stagione e che rischi di dover chiudere la sezione natatoria.

Cose che capitano….peccato….ma di sicuro l’azione amministrativa dell’Assessore Latrofa riguardo alla piscina è stata imparziale, improntata al più rigoroso modello democratico e non orientata a sfavorire deliberatamente, come capro espiatorio dei peccati delle precedenti Giunte, una centenaria Associazione sportiva che per statuto e per convinta pratica, non ha mai avuto, né mai avrà, niente a che spartire con la politica.